OGNI ANNO L’UNIVERSITA’ ITALIANA INIZIA NELLA SESSIONE AUTUNNALE

E’ una cosa bella sapere che ci siano, grazie alle moderne tecniche riabilitative, così tanti giovani sordi in grado di arrivare ad un livello di istruzione così alto come quello universitario. Basta andare poco indietro nel tempo per vedere che il numero di studenti con disabilità uditive iscritti all’università era prossimo allo zero, mentre oggi il numero è molto maggiore. Tanti di questi studenti arrivano da un percorso formativo aiutato da sussidi innovativi (non più solo insegnante di sostegno, ma anche sistemi tecnologicamente avanzati come impianti FM, aule insonorizzate, lavagne interattive etc etc), e vanno a scontrarsi con un mondo, quello universitario, dove questi sussidi spesso non sono disponibili o, comunque, non sono sufficienti per l’apprendimento della lezione. 

Ma facciamo un piccolo passo indietro. Dal punto di vista normativo la piena integrazione degli studenti disabili – e quindi anche dei sordi – nelle università è garantito dalla L. 17/99 (qui il testo della normativa). La legge è l’estensione anche all’ambito universitario del principio di integrazione sociale che impronta la legge 104 e fra le altre cose prevede l’istituzione di “appositi servizi di tutorato specializzato”. Nella sostanza, impone agli atenei di fornire un supporto specializzato agli studenti tra cui ad es. sportelli per disabili nelle università, con il compito di accogliere le istanze e predisporre progetti di inclusione per le le persone handicappate e garantire loro la possibilità di seguire agevolmente le lezioni. Naturalmente come spesso accade sui servizi di nuova istituzione, le procedure e il controllo della qualità sono ancora approssimative e quindi i servizi sono erogati in modo disomogeneo nel territorio nazionale.