INSEGNANTE CURRICOLARE:

Professionista tecnico dell’insegnamento disciplinare, che opera in un’organizzazione di servizio pubblico che produce “pacchetti formativi” dotata di autonomia. Essere insegnante è un partecipare al processo di integrazione di tutti gli alunni anche di quelli certificati, definiti un tempo “portatori di handicap”, “handicappati”, ora alunni in situazione di handicap e disabili. Gli insegnanti curriculari “Hanno la responsabilità del progetto educativo e formativo degli allievi, l’assistente della comunicazione collabora e concerta con la loro pianificazione delle lezioni, mediante strategie di visualizzazione dei contenuti.

INSEGNANTE DI SOSTEGNO:

E’ un ruolo molto importante per gli alunni disabili la quale prepara e adatta visivamente il materiale didattico per l’alunno sordo; in alcuni ancora avviene che le due figure (insegnante curriculare e di sostegno) siano presenti in classe in momenti diversi, coprendo così un monte-ore più ampio. Le diverse scelte dipendono in gran parte dalla capacità delle persone di lavorare in equipe e di sfruttare al massimo le competenze professionali di ogni figura. Nonostante questa figura si stia diffondendo in tutta Italia a macchia d’olio, tuttavia manca ancora un profilo professionale, perché la legge 104/92 si limita a prevederne la presenza, senza dare indicazioni precise né sui requisiti né sull’inquadramento giuridico ed economico. Quella del docente di sostegno è la figura professionale più recente in ordine di tempo della scuola italiana. “Nasce” nel 1977 con l’integrazione scolastica degli alunni “portatori di handicap” di cui rappresentava, secondo le intenzioni del legislatore, una tra le risorse principali “al fine di agevolare l’attuazione del diritto allo studio e la piena formazione della personalità degli alunni”, tutti, anche di quelli con deficit sensoriali. La preparazione degli insegnanti, che allora era quasi esclusivamente incentrata sulla conoscenza dei contenuti disciplinari, da sola non appariva sufficiente a garantire i diritti degli alunni con deficit; era necessaria una preparazione specifica che venne affidata ai corsi biennali di specializzazione, per certi aspetti anticipando di quasi trent’anni l’istruzione delle scuole di specializzazione per tutti gli insegnanti.

E’ consigliabile che l’insegnante di sostegno conosca la Lingua dei Segni, la cultura sorda e la comunità sorda per facilitare la comunicazione soprattutto ai bambini sordi e collaborare con l’Assistente alla comunicazione e l’Educatore con lo scopo di ottenere un migliore percorso educativo per bambini sordi.

EDUCATORE SCOLASTICO:

Il profilo professionale dell’educatore sordo è molto importante per un bambino sordo, la sua presenza all’interno di una classe si pone agli insegnanti una serie di interrogativi sul lavoro di questo operatore per quel che riguarda il suo ruolo e le sue competenze, rispetto all’insegnante curriculare e di sostegno. L’educatore educa la lingua della comunicazione al bambino sordo, ai bambini udenti ed agli insegnanti alla la quale si educa ad un modo diverso di comunicare e vivere la realtà.

ASSISTENTE ALLA COMUNICAZIONE :

Ha il compito di “facilitare e mediare la comunicazione” tra il bambino sordo, i docenti e i compagni di classe; pertanto egli non deve porsi come un insegnante, ma affiancare il docente che conduce la classe in quel momento. E’ però altrettanto vero che le competenze e i ruoli non possono sempre essere rigidamente circoscritti perchè̀ poi la realtà è differente. Pensiamo ad esempio a un contesto di scuola elementare in cui la maestra curricolare chiede ai bambini di eseguire un compito e l’assistente alla comunicazione deve spiegare in segni cosa si deve fare; ma poi essendo la classe numerosa finisce col seguire il bambino anche nell’esecuzione del compito e di fatto fa l’insegnante.

Un’assistente alla comunicazione può essere non segnante, che lavora per i bambini che non conoscono la lingua dei segni e apprendono con il metodo oralista.

INTERPRETE SCOLASTICO:

E’ come l’interprete della lingua dei segni/lingua vocale, ma ha un ruolo particolare e il compito è di interpretare la lingua dei segni italiana e la lingua italiana soltanto nell’ambito scolastico con competenze linguistiche e sociali diverse da quelle esterne. La modalità comunicativa e l’approccio sono seguiti soltanto nella situazione scolastica, che comporta una specie di elasticità nell’avvicinamento alle esigenze educative della scuola.

DOCENTE LIS:

Il profilo professionale del docente LIS e la sua “definizione” di docente non è ancora regolata dalla Costituzione Italiana, ma all’interno dei singoli enti che attivano questo insegnamento è presente un regolamento proprio.