PSICOLOGO

Professionista che studia i processi mentali e cognitivi, consci e inconsci, degli esseri umani, secondo diversi orientamenti teorici e metodologici. Può utilizzare le sue competenze in molti ambiti diversi, in questo caso, educativo, nell’orientamento scolastico e professionale. C’è poca differenza tra lo psicologo

sordo e lo psicologo udente, l’importante è con il paziente sordo si lavori utilizzando e condividendo uno stesso linguaggio. Il paziente sordo può avere più facilità ad identificarsi nte con lo psicologo sordo. é fondamentale che anche gli psicologi udenti utilizzino bene la Lingua dei Segni nel momento in cui lavorano con pazienti sordi segnanti.

NEUROPSICHIATRA INFANTILE

Medico specializzato nella prevenzione e cura delle anomalie dello sviluppo del bambino e dell’adolescente. Egli lavora solitamente presso le Asl (Agenzie Sanitarie Locali) dove svolge prevalentemente un lavoro clinico che lo porta a diretto contatto con i pazienti.

LOGOPEDISTA

Elabora, anche in equipe multidisciplinari, il bilancio logopedico volto all’individuazione e al superamento del bisogno di salute del disabile. Pratica autonomamente attività terapeutiche per la rieducazione funzionale delle disabilità comunicative e cognitive, utilizzando terapie logopediche di abilitazione e riabilitazione della comunicazione e del linguaggio, verbali e non verbali. Propone l’adozione di protesi ed ausili, ne addestra all’uso e ne verifica l’efficacia. Svolge attività di studio, didattica e consulenza professionale, nei servizi sanitari ed in quelli dove si richiedono le sue competenze professionali. Verifica le rispondenze della metodologia riabilitativa attuata agli obiettivi di recupero funzionale.

EDUCATORE SORDO

L'educatore sordo è, per il bambino sordo, un supporto indispensabile per la costruzione della propria identità e agisce come uno specchio nel quale il bambino sordo vede riflesso il proprio futuro come individuo adulto realizzato. Si tratta di un modello guida nei riguardi del quale il bambino si pone a confronto per costruire la propria personalità. Stimolare il confronto, lo scambio di conoscenze e la condivisione di esperienze per far superare al bambino l’equivoco di sentirsi “sordo unico al mondo e per questo solo”

ANIMATORE SOCIO-CULTURALE

L’animatore attiva processi di promozione della partecipazione sociale e di sviluppo delle potenzialità delle persone, dei gruppi e delle comunità territoriali, operando prevalentemente nelle situazioni di disagio e di emarginazione delle fasce più deboli, con problemi di autonomia e di socializzazione. In particolare, promuove i processi di attivazione del potenziale ludico, culturale, espressivo, relazionale ed educativo. Capacità di operare nei settori dell’educazione extrascolastica sia in progetti e servizi che integrano in continuità l’azione della scuola, sia in attività che aprono orizzonti all’azione educativa valorizzandone potenzialità di prevenzione del disagio e sulla base di progetti (individualizzati o di comunità) predisposti dagli operatori di riferimento, la partecipazione e l’aggregazione sociale degli utenti.