La presenza in classe di uno studente sordo richiama la necessità di una frequente interazione, e intensa collaborazione tra famiglia, operatore sanitario, (es. logopedista), assistente alla comunicazione e docenti curriculari e di sostegno, rispetto all’insegnamento di ogni disciplina, così come rispetto alle scelte organizzative inerenti l’esperienza scolastica, extrascolastica e familiare.

La progettazione di ogni unità didattica dovrebbe essere concordata preventivamente tra docenti, e l’equipe medico-psico-pedagogia dovrebbe seguire un preciso itinerario:

  • Tenere in considerazione le conoscenze culturali e la competenza linguistica specifica dello studente sordo, rispetto all’argomento
  • Evidenziare il glossario di nuovi termini che arricchiranno il patrimonio lessicale del bambino;
  • Anticipare per il bambino sordo, da parte dell’insegnante di sostegno, ogni volta sia possibile, gli argomenti che verranno trattati in classe per tutti; la conoscenza preventiva è molto importante per favorire l’attenzione e la partecipazione alla vita di classe, e consentire il rafforzamento delle conoscenze già possedute;
  • Spiegare l’argomento o il testo impiegando tutte le possibili modalità comunicative e strumentali (verbale, gestuale attraverso la lingua dei segni, grafico-visiva, multimediale);
  • Adattare il testo alle capacità di comprensione dell’allievo: il brano puà essere ricompattato e integrato con immagini o altre informazioni, oppure ridotto, o schematizzato e ristrutturato, oppure possono essere evidenziati i concetti chiave;
  • Far leggere il testo, eventualmente semplificato, evidenzaindo i concetti e i significati nuovi o complessi.